FIABE E FAVOLE

FIABE E FAVOLE

SCUOLA SECONDARIA DI 1° GRADO

Favola…

LE DOLOROSE BUGIE DEL PAVONE

In una cittadella di pavoni coraggiosi viveva un pavone vanitosissimo; vantava di essere forte e impavido ma non era così, e questo era il suo segreto. Un giorno il pavone venne scoperto e fu bandito dalla città perché era l’unico a non essere coraggioso. Arrivò in una foresta buia e iniziò ad avere paura, quando ad un certo punto sentì un rumore: il pavone sobbalzò, ma era solo un’innocua volpe.  La volpe era stata bandita anche lei dalla propria città perché, a differenza del pavone, era troppo coraggiosa per la sua città. Fecero amicizia, raccontandosi la loro vita, ma il pavone non raccontò alla volpe di essere un pavido, perché se ne vergognava. Quando si fece buio la volpe si addormentò subito mentre il pavone rimase sveglio per tutta la notte: era terrorizzato. Il mattino seguente si misero in viaggio, ma il pavone era stanco e spaventatissimo al pensiero dei pericoli che avrebbero potuto incontrare… e dopo poco cadde a terra; la volpe si spaventò e lo portò all’ombra di un albero. Quando il pavone si svegliò era molto confuso, si vergognava molto della sua debolezza, ma ancora non disse nulla. La volpe iniziò a insospettirsi… Continuarono il loro viaggio e nei giorni successivi il pavone era sempre più strano perché sapeva che la volpe aveva ormai capito che la notte non riusciva a dormire. Un giorno, finalmente, si decise a dire alla volpe la verità, ma quando le stava per confessare la sua viltà, la volpe gli disse: “Guarda, siamo quasi arrivati alla città degli animali liberi che sono stati banditi dalle loro città!”, e il pavone rispose: “Ma io volevo dirti una cosa importante!” e la volpe: “Tranquillo, me lo dirai in cammino”. Mentre stavano camminando il pavone non sapeva come confessare il suo segreto alla nuova amica perché la volpe parlava, parlava…non stava mai zitta! Quando si accamparono per la notte, la volpe restò sveglia per capire se aveva ragione e, in effetti, il pavone non dormiva ed era molto agitato, andava avanti e indietro, parlando con se stesso, dicendo continuamente: “Ho tanta paura…ho tanta paura! Mi vergogno di me stesso, ma non so proprio come fare! Ormai la volpe se ne sarà accorta…Che vergogna!”. Il mattino il pavone disse: “So che hai scoperto il mio segreto: sono un pavido ma voglio dimostrare a me stesso e a te che posso e voglio cambiare.” Il pavone, esplorando la zona dove si erano accampati, scoprì la caverna di un drago che era lì vicino e disse sfidandolo: “Ehi, cagnolino vieni fuori!” La volpe, terrorizzata, urlò:” Nooo! Scappaaaaa!!!”, ma non ebbe il tempo di finire di parlare che il drago uscì dalla caverna e lo afferrò per le sue bellissime penne, il pavone riuscì a divincolarsi e a fuggire, insieme alla volpe trovò rifugio in una tana tra le radici di un albero, purtroppo aveva perso tutte le sue stupende piume! Ma il pavone non si preoccupava più del suo aspetto quanto del suo onore e, dopo aver ripreso fiato,  iniziò a dire:” Volpe io…” e la volpe rispose:” Ho capito tutto, non sei stato sincero con me e per questo mi hai deluso!” Il pavone triste implorò:” Perdonami, volpe, sei la mia unica amica e ti prometto che non ti mentirò più!” La volpe allora rispose: “Va bene, ti perdono, ma che quest’esperienza ti serva da lezione!”

La morale della favola è che non si deve nascondere la verità agli amici, perché poi si pagheranno le conseguenze.

Antonia NUZZOLO classe 1^B

Fiaba…

LA PRINCIPESSA CHE NON VOLEVA SPOSARSIPRINCIPESSA

C’era una volta un re e una regina, in attesa della nascita di un erede che sarebbe arrivato a breve. Finalmente giunse il giorno tanto desiderato: la regina dava alla luce la principessina! La chiamarono Gioia perché appena nacque sorrise ai suoi genitori. Un giorno, quando la principessina era ormai cresciuta, i genitori le dissero: “Gioia, domani dobbiamo partire per andare a rendere omaggio al tuo nuovo cuginetto, figlio dei tuoi zii, sovrani della Finlandia. Il viaggio è lungo e tu non sei ancora pronta a lasciare per molto tempo il castello. Ma non rimarrai sola, trascorrerai questo periodo con una persona fidata.” La principessa fu lasciata ad una donna del paese che aveva due figli. In un primo periodo la fanciulla si trovò bene, i due ragazzi erano molto attenti e affettuosi, poi cominciarono ad essere troppo presenti senza lasciarla un minuto in pace. Litigavano per tutto, pur di stare accanto alla principessa; litigavano persino per chi si alzava prima per dare il buongiorno mattutino alla fanciulla. Un giorno la principessa, stanca di tante attenzioni, decise di dirlo alla donna che le rispose in malo modo: “Fai silenzio! In questa casa comando io e per me non sei una principessa!” Allora la fanciulla durante la notte scappò via, rifugiandosi nel bosco incantato. La ragazza si sentiva sola e indifesa ed aveva molta paura; sentiva strani rumori e, spaventata, si addormentò in una caverna fredda e buia cercando di ripararsi dai pericoli della foresta. Il mattino seguente si incamminò inoltrandosi nel bosco, ma all’improvviso sentì il galoppo di un cavallo: era uno dei due fratelli che le ordinò di tornare indietro, per sposare obbligarla a sposare uno di loro due, questo era il piano della loro madre, per far sì che uno dei suoi figli diventasse il futuro re (secondo quanto stabiliva la legge vigente che non prevedeva una donna alla guida del regno), e lei stessa membro della famiglia reale. La fanciulla si oppose con tutte le sue forze, riuscì a far spaventare il cavallo che fuggì portando con sé il giovane che però perse la spada d’oro. Prima di scappare Gioia decise che le sarebbe stata utile, quindi la prese e fuggì via. Come sempre nella notte si rifugiò in una caverna ma stavolta si accorse che quella era la caverna del terribile drago del bosco incantato. Non era un drago normale, ma aveva la coda di drago, le ali di aquila e la testa di dinosauro; il re aveva provato più volte a ucciderlo ma senza successo. Allora la principessa prese la spada d’oro, si fece coraggio e combatte’ contro il drago; dopo un lungo combattimento, la vittoria fu di Gioia. Uscita dalla caverna si accorse che stava arrivando a galoppo il secondo fratello, che si era sempre dimostrato più sincero nei suoi confronti, il quale le disse di tornare a casa perché c’era una bella sorpresa per lei: erano tornati i suoi genitori! Il re e la regina riabbracciarono la figlia e, venuti a conoscenza dei cattivi propositi della donna, la bandirono insieme alla sua famiglia. Gioia, infine, raccontò ai suoi genitori della vittoria contro il drago e fu festa in tutto il paese per giorni e giorni; inoltre il re modificò la legge, stabilendo che anche una donna poteva governare un regno da sola, anche senza essere sposata.

Antonia NUZZOLO classe 1^B

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