Monthly Archives: gennaio 2015

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La Grecia torna al voto a due anni e mezzo di distanza dalle ultime elezioni parlamentari, che avevano consegnato una risicata maggioranza ai partiti favorevoli alla prosecuzione delle politiche imposte dalla Troika. I mercati hanno reagito con ribassi fortissimi, l’euro si è ulteriormente indebolito rispetto al dollaro, i governi di tutta Europa guardano con apprensione agli sviluppi della campagna elettorale.

L’esito è incerto, ma Alexis Tsipras, leader del partito di sinistra Syriza, è in testa nei sondaggi e punta a ottenere il premio di maggioranza (50 seggi su 300) che potrebbe consentirgli di formare un governo. Un esecutivo, nelle dichiarazioni della vigilia, pronto a rinegoziare le condizioni imposte da BCE, Commissione Europea e FMI per l’erogazione di aiuti finanziari senza i quali la Grecia sarebbe stata costretta al default e all’uscita dalla moneta unica.

L’alternativa a Syriza è l’ingovernabilità, dal momento che il centrodestra del premier uscente Samaras non potrà contare sul sostegno di alleati forti come i socialisti del PASOK, sull’orlo dell’estinzione. In ogni caso, la data del 25 gennaio segnerà una svolta, dal momento che si potrà capire se, e fino a che punto, le pressioni internazionali sono in grado di determinare l’esito di libere elezioni: se il popolo greco sceglierà liberamente, accetterà la sfida di un salto nel buio; se, invece, si lascerà condizionare dai poteri che ne hanno di fatto commissariato l’economia, l’incubo dell’austerity continuerà. Senza scadenze elettorali.

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Paul McCartney, storico membro dei Beatles, e Kanye West, il più controverso e celebre rapper sulla scena mondiale (insieme all’amico e socio in affari Jay Z), hanno collaborato a un nuovo brano, “Only One”, lanciato proprio ieri sul sito di Kanye (kanyewest.com). Oltre a essere entrambi gli autori del pezzo, Kanye presta la voce mentre Paul suona la tastiera. Nonostante la firma di Kanye sia preponderante, non si tratta di un brano rap, è anzi un ben riuscito connubio della musica dei due artisti. Il singolo sembra annunciare una lunga serie di lavori che i due faranno insieme.

Una bella idea, sicuramente. Ma il progetto sembra aver colto di sorpresa i fan, che hanno reagito in modo scomposto alla notizia. Da un lato, qualche nostalgico fan dei Beatles ha storto il naso ed è sempre più convinto che l’attuale Paul McCartney sia in realtà un sosia del leggendario originale, secondo una storia alternativa morto nel 1966 in un tragico incidente stradale. Mentre sull’altra sponda alcuni fan di Kanye West si interrogano su chi sia questo Paul McCartney, e addirittura si congratulano con Kanye per aver scoperto l’ennesimo giovane (?) talento.

Cattura

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MILANO – Il primo gennaio 2015 la Lituania è entrata a far parte dell’unione monetaria europea, abbandonando il litas e adottando l’euro. Una decisione che sembrerebbe controcorrente, ma che è stata accolta con grande entusiasmo nella piccola repubblica baltica. Perché, invece, in Italia e non solo ci sono diversi importanti movimenti politici (primi fra tutti la Lega Nord e il Movimenti 5 Stelle) che riscuotono grande seguito, mettendo al centro delle proprie battaglie l’uscita dalla moneta unica?

Il successo dei partiti anti-euro si basa sul proporre una soluzione apparentemente semplice e rapida ai problemi economici che affliggono dall’inizio della crisi le famiglie italiane. L’equazione e disarmante nella sua semplicità: quando c’era la lira si stava meglio, il PIL cresceva e c’era meno disoccupazione; poco dopo l’entrata nell’euro la crescita si è arrestata, è iniziata la crisi economica ed esplosa la disoccupazione. La soluzione sarebbe quindi eliminare questo nemico esterno che ci causa così tanti problemi e tornare alla vecchia lira.

Questa tesi trova sostenitori non solo tra le fila di grillini e leghisti, ma anche in altri schieramenti di destra e sinistra e trova sponda in due economisti dissidentiAlberto Bagnai ed Emiliano Brancaccio, professori rispettivamente all’università di Pescara e all’università del Sannio. Quale sarebbe il principale vantaggio del ritorno alla sovranità monetaria? Il poter ricorrere alle cosiddette svalutazioni competitive: lasciare cioè che la nuova lira si svaluti, in modo da rendere economici i prodotti italiani venduti all’estero e ridurre il valore dell’altissimo debito pubblico.

Tralasciando i costi reali nel lungo periodo di una continua svalutazione (che potrebbe avere effetti positivi solo nel breve), sono moltissimi i danni che ricadrebbero sulle teste di ognuno:

  1. Le svalutazioni competitive quasi sempre falliscono perché anche gli altri Paesi rispondono svalutando allo stesso modo e loro monete e l’effetto finale è nullo.
  2. I prodotti italiani sarebbero più convenienti da esportare, ma le importazioni sarebbero molto più care, aumentando i conseguenza anche i costi di produzione e il prezzo finale.
  3. Una moneta debole significa pagare molto di più petrolio e gas, quindi aumenterebbero i costi per l’energia, già tra i più alti d’Europa.
  4. Con una lira svalutata, il debito pubblico varrebbe di meno, ma il 70% del nostro debito pubblico è in mano agli Italiani, quindi sarebbe come prelevare denaro con una tassa.
  5. Gran parte del debito pubblico è di proprietà di banche italiane: una sua svalutazione potrebbe causare fallimenti a catena, mettendo a rischio i risparmi di tutti.
  6. I debiti delle aziende italiane contratti con l’estero rimarrebbero in euro e sarebbe impossibile ripagarli con le nuove entrate in lire, molto più basse a causa della svalutazione, provocando fallimenti.
  7. Le aziende italiane varrebbero molto meno: potrebbero essere comprate con pochissimo da investitori stranieri grazie al cambio a loro favorevole.
  8. Svalutazione vuol dire inflazione e la tentazione per gli Stati di ripagare i debiti stampando moneta: tutti i propri risparmi perderebbero valore. L’inflazione è sempre una tassa occulta.
  9. L’annuncio di un ritorno alla lira spingerebbe tutti a una corsa agli sportelli per ritirare tutti i propri risparmi in euro (la conversione automatica in lire farebbe perdere valore, mentre gli euro potrebbero essere spesi in altri paesi): le banche non hanno contante disponibile per liquidare tutti i propri clienti contemporaneamente e di conseguenza ci sarebbero fallimenti a catena e scene da crisi del ’29.
  10. Una moneta forte come l’euro protegge i Paesi ad alto debito pubblico come il nostro: senza lo scudo della BCE lo spread non sarebbe a 124 punti base, ma rischierebbe far schizzare gli interessi a livelli greci o argentini, con il veloce collasso della finanza pubblica e la bancarotta dello Stato (che vuol dire: statali senza stipendio, servizi pubblici interrotti, nessuna garanzia sui risparmi).

Anche tornando alla lira senza voler svalutare artificialmente la moneta, gli effetti sarebbero gli stessi: è stato, infatti, stimato che la nuova lira perderebbe immediatamente il 30%-40% del valore che ha attualmente l’euro, rendendo utopistico un passaggio mantenendo un cambio 1 a 1.

Uscire dall’euro non ci conviene: la soluzione ai nostri problemi economici piuttosto sta nella competitività delle nostre imprese, nella liberalizzazione del mercato interno, nell’efficienza del sistema giudiziario, nella lotta alla corruzione, alle mafie e agli sprechi pubblici.
La Spagna, Paese affine al nostro anche se con un tessuto economico di base molto più debole, quest’anno è tornata a crescere – senza uscire dall’euro – dell’1,2% e nel 2015 il PIL salirà dell’1,7%.

FONTE IMMAGINE: scenarieconomici.it

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ROMA – Telecom Italia ha appena lanciato un contest aperto a tutti gli studenti delle scuole superiori. I ragazzi dovranno cimentarsi nella realizzazione di una video-lezione in cui insegnano ai propri professori come utilizzare uno o più social network tra Facebook, Twitter, Instagram e Youtube. Unico limite alla fantasia è la durata massima, che non potrà superare i 5 minuti.

La giuria che valuterà le video-lezioni sarà composta da:

  • Nicola Conversa, dei Nirkiop, star del web
  • Un giornalista di Wired e Panorama (Raffaele Panizza)
  • Un rappresentante di Telecom Italia
  • Un rappresentante del Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca

La classe che risulterà autrice del video primo classificato verrà premiata con un tablet per ogni studente, uno per il professore e l’accesso alla Piattaforma Scuolabook Network per tutta la propria scuola.

Il contest è aperto dallo scorso 15 dicembre e si potranno caricare online i video fino alle 15:00 del 15 aprile 2015.

Per ulteriori informazioni: www.telecomitalia.it

 

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Source: BBC
Source: BBC

REGNO UNITO – Ha dell’incredibile la storia che arriva da Norfolk, contea inglese a nord di Londra. Il proprietario di un caprino dorato (un comune pesce rosso) si è recato nei giorno scorsi presso la clinica veterinaria Toll Barn Veterinary Centre di North Walsham perché il suo pesciolino appariva sofferente. A seguito del consulto medico è emerso che il povero pesciolino soffriva di una forte costipazione che richiedeva un intervento chirurgico del costo di 300 sterline (circa 400 euro). Nonostante l’ingente esborso economico, il proprietario non ha avuto esitazione e il fortunato pesce è stato operato dalla dottoressa veterinaria Faye Bethell, assistita da due infermiere. L’intervento è durato circa un’ora e si è concluso nel migliore dei modi.

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