Musica

Fonte: fanpop.com
Fonte: fanpop.com

Già dal nome possiamo capire quale fosse l’intento dei fondatori di questo gruppo che è passato alla storia. Nirvana, il raggiungimento dell’estremo piacere, il fine ultimo della vita, l’annullamento di ogni dolore. La band sceglie questo nome nel momento della formazione, nel 1987, un nome che ispira tranquillità e piacere. Scommetto che avrete sentito questo nome almeno una volta nella vita: che abbiate ascoltato uno dei loro fantastici brani in radio, che lo abbiate letto su qualche maglietta in giro, che ve l’abbiano accennato i vostri genitori parlando degli anni della loro gioventù. Nascono quasi per scherzo, sulla scia di un altro gruppo grunge-rock di Seattle, i Melvins. Tanto che nei primi tempi usano addirittura i loro strumenti. Dopo aver pubblicato il 45 giri “Love Buzz/Big Cheese” per l’etichetta simbolo della scena cittadina, la Sub Pop Records, i Nirvana esordiscono nel 1989 con Bleach. Già da questo disco si rivela l’animo e il ruolo fondamentale di Kurt Cobain. Il loro genere è nuovo, brillante, prorompente. Un’ unione di blues-rock, punk, hardcore e hard rock. Il 1991 è l’anno della svolta; la band giunge alla sua formazione definitiva che rimarrà nella storia: Kurt Cobain chitarra e voce, Dave Grohl alla batteria e Chris Novoselic al basso. In quest’anno i Nirvana compongono e pubblicano uno degli album destinati a passare nella storia infinita della musica: Nevermind. L’album che ha consacrato gloria eterna al gruppo. Un album carico di sensazioni, di energia, di protesta, di vita : una perfetta fusione fra musica esistenza , in grado di creare una simbiosi mitica fra artista e pubblico che tocca il suo apice nel singolo “Smell like teen spirit”, canzone che rimarrà negli annali a simboleggiare lo spirito, apatico e sarcastico, di un’intera generazione. Nel 1993 esce il loro ultimo e meraviglioso album: In utero; un mix di sentimenti contrastanti, rabbia e desolazione che si scontrano con urla energiche e vitali. Sembra quasi impossibile che nel giro di così pochi anni tre ragazzi siano riusciti a fare così tanta strada, tanto che pare inverosimile anche ai componenti del gruppo. Concerti, denaro, fama cambiano le loro vite. Quando si arriva ad un certo punto ci sono due tipi di reazioni: quella di coloro che apprezzano e amano la fama, la carriera che pur di rimanere in cima fanno di tutto; poi ci sono quelli che in un certo senso riflettendo arrivano alla conclusione che in fondo la fama e la carriera non sono così necessarie, o almeno non sono la cosa di cui ci si deve nutrire ogni giorno. Perché la fama in fondo è una droga; si inizia pian piano, si prova piacere, ma poi si diventa assuefatti e non si riesce mai più ad uscirne. Forse è proprio quest’enorme senso di responsabilità, di disprezzo per un mondo che non è sincero, non reale, disprezzo per i falsi sentimenti e l’opportunismo che caratterizzano il top che portano Kurt Cobain a togliersi la vita dopo giorni di completa solitudine nella sua casa il 5 aprile del 1994. Di Kurt Cobain, dopo la sua morte, ci sono restate le canzoni, i diari e l’immagine del suo viso delicato, fragile alle sporche leggi del mondo. Uscirà a breve un documentario-film inedito sulla storia di questo magico gruppo, soprattutto sul suo misterioso frontman. Il titolo è ‘’Montage of Heck’’ , diretto da Brett Morgan, raccogliendo anche testimonianze della figlia avuta da Cobain con Curtney Love, Frances Bean Cobain.

(Elena Consorti)

Fonte foto: fanpop.com

0 696

Paul McCartney, storico membro dei Beatles, e Kanye West, il più controverso e celebre rapper sulla scena mondiale (insieme all’amico e socio in affari Jay Z), hanno collaborato a un nuovo brano, “Only One”, lanciato proprio ieri sul sito di Kanye (kanyewest.com). Oltre a essere entrambi gli autori del pezzo, Kanye presta la voce mentre Paul suona la tastiera. Nonostante la firma di Kanye sia preponderante, non si tratta di un brano rap, è anzi un ben riuscito connubio della musica dei due artisti. Il singolo sembra annunciare una lunga serie di lavori che i due faranno insieme.

Una bella idea, sicuramente. Ma il progetto sembra aver colto di sorpresa i fan, che hanno reagito in modo scomposto alla notizia. Da un lato, qualche nostalgico fan dei Beatles ha storto il naso ed è sempre più convinto che l’attuale Paul McCartney sia in realtà un sosia del leggendario originale, secondo una storia alternativa morto nel 1966 in un tragico incidente stradale. Mentre sull’altra sponda alcuni fan di Kanye West si interrogano su chi sia questo Paul McCartney, e addirittura si congratulano con Kanye per aver scoperto l’ennesimo giovane (?) talento.

Cattura

CASERTA (Antonio Alessandrino) – Tra le novità discografiche Italiane di quest’ultima parte dell’anno spicca “Alle porte della città”, album d’esordio dei Finistère, band indie-pop formatasi nel 2012 tra Bergamo e Milano.

I quattro membri del gruppo, precedentemente già attivi in altre formazioni come Cheap Mondays, Clinker Portland e Daisy Chains, dimostrano già all’esordio un’importante maturità artistica e un songwriting ricercato ma diretto, capace di mettere a suo agio chi vi si avvicina sin dai primissimi ascolti.

Le undici tracce del disco, prodotto della neonata etichetta Costello’s Records, parlano di storie di ragazze di provincia, di rapporti e voglia di cambiamento, adagiate su un tappeto di chitarre brit e melodie ariose.

Il primo brano dell’album è l’avvincente cavalcata di “Lo so che mi odi”, di cui è stato girato anche un delizioso videoclip.

https://www.youtube.com/watch?v=6zTAwDHqU_4
https://finisterivolta.bandcamp.com/
soundcloud.com/finisterivolta
http://finistoria.tumblr.com/

0 520

È il risultato di un sondaggio tra gli utenti di Blinkbox, una piattaforma britannica di video on demand. Il 36% dei voti è andato al decennio vincente, seguito dagli anni ’70 con il 25% dei voti e gli anni ’90, che si fermano al 10%.

Tra i singoli brani, il preferito risulta essere ‘Fairytale of New York’, della band irlandese Pogues e Kirsty MacColl, brano del 1987, che mischia melodie natalizie con un testo piuttosto dissacrante. Nella top 10 per gli anni ’80 anche ‘Last Christmas’ degli Wham! e ‘Do they know it’s Christmas?’ della Band Aid, il collettivo che riuniva per scopi umanitari artisti internazionali come Midge Ure, Sting, Phil Collins, Spandau Ballet, David Bowie, Bob Geldof, Simon Le Bon e molti altri.

ULTIME NOTIZIE

0 359
Oggi  il mondo intero commemora la giornata internazionale contro la violenza sulle donne con iniziative che promuovono la sensibilizzazione  su questo tema. I drappi arancioni sulla facciata del Palazzo Municipale di Curti e...