Moda e tendenze

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miss universoStanotte a Miami è stata eletta la nuova Miss Universo, scelta tra le 88 concorrenti aspiranti al titolo. La bellissima ragazza è Paulina Vega, già Miss Colombia, di soli 22 anni. E’ di Barranquilla ed anche nipote di un noto tenore, Gaston Vega; è una studentessa di economia aziendale e dopo la sua incoronazione come Miss Universo  ha detto che nel suo futuro non ci saranno altri concorsi poiché è intenzionata a riprendere gli studi. Come seconda classificata troviamo Miss Usa Nia Sanchez e al gradino più basso del podio Miss Ucraina Diana Harkusha.

miss uni

Fonte foto: tgcom 24

CASERTA (Antonio Alessandrino) – Tra le novità discografiche Italiane di quest’ultima parte dell’anno spicca “Alle porte della città”, album d’esordio dei Finistère, band indie-pop formatasi nel 2012 tra Bergamo e Milano.

I quattro membri del gruppo, precedentemente già attivi in altre formazioni come Cheap Mondays, Clinker Portland e Daisy Chains, dimostrano già all’esordio un’importante maturità artistica e un songwriting ricercato ma diretto, capace di mettere a suo agio chi vi si avvicina sin dai primissimi ascolti.

Le undici tracce del disco, prodotto della neonata etichetta Costello’s Records, parlano di storie di ragazze di provincia, di rapporti e voglia di cambiamento, adagiate su un tappeto di chitarre brit e melodie ariose.

Il primo brano dell’album è l’avvincente cavalcata di “Lo so che mi odi”, di cui è stato girato anche un delizioso videoclip.

https://www.youtube.com/watch?v=6zTAwDHqU_4
https://finisterivolta.bandcamp.com/
soundcloud.com/finisterivolta
http://finistoria.tumblr.com/

Stroncata da un male incurabile. Cosi’ il cinema nostrano perde uno dei suoi più indiscussi talenti.

L’8 novembre scorso aveva festeggiato i suoi 78 anni, amari,senza l’uomo della sua vita, scomparso  nel 2013. L’attrice originaria di Ancora, icona di bellezza e di stile, nel corso della sua sfolgorante carriera, ha ricevuto numerosi premi tra cui due David. un nastro d’argento oltre ad esser stata Premiata alla Mostra del Cinema di Cannes.

La carriera

Virna Pieralisi (questo il suo vero nome) aveva mosso i primi passi nel cinema all’età di 14 anni, all’inizio degli anni ‘50, nelle cosiddette pellicole «strappalacrime». Era una ragazza di tale bellezza che lei stessa successivamente ricorderà: «Se sei bello la vita è più facile. Da piccola a scuola ero un disastro, ma la maestra diceva a mia madre: “Che le importa signora, sua figlia è talmente bella». A metà degli anni ‘50 i primi ruoli in film di un certo rilievo come «Lo scapolo» di Antonio Pietrangeli con Alberto Sordi. La grande popolarità arriva però paradossalmente con la tv, grazie ad un storico sceneggiato televisivo Rai «Ottocento» con Sergio Fantoni e lea Padovani. Il 25 aprile del 1960 sposa l’allora presidente della Roma, l’architetto e costruttore Franco Pesci, che sarà il grande amore della sua vita, da cui ebbe il figlio Corrado, nato nel 1962.Virna_Lisi_giovane

La vita familiare non ferma la sua carriera che prosegue in tv prima e al cinema poi, senza dimenticare il teatro. Un grande del palcoscenico come Giorgio Strehler (e già negli anni ‘60 Strehler era considerato un’autorità del settore) la chiama per la parte di protagonista nei «Giacobini» di Federico Zardi, per il quale ottiene al Piccolo di Milano un lusinghiero successo. A teatro lavora anche con Michelangelo Antonioni e Luigi Squarzina. Ma il cinema resterà sempre al centro del suo progetto artistico. Forse la sua pellicola migliore resta «Signore & Signori» del 1966 di Pietro Germi che vinse la Palma d’Oro a Cannes. In quello stesso periodo firma un contratto con la Paramount e si trasferisce a Hollywood. Qui recita accanto ad attori del calibro di Lemmon e Tony Curtis, ma successivamente dirà di non avere un buon ricordo di quel periodo, in quanto spesso veniva confinata nel ruolo della bella bionda. Certo, la sua carriera avrebbe potuto essere coronata da un successo planetario se non avesse rifiutato due ruoli che le avrebbero dato ulteriore notorietà, come la parte della bond-girl in «Dalla Russia con amore» del 1963 e quello di protagonista in «Barbarella», ruolo poi andato a Jane Fonda.
Dal 1964 al 1970 la carriera della Lisi è frenetica: è nel cast di «Le bambole» di Dino Risi, con Nino Manfredi; «La donna del lago» di Luigi Bazzoni; «Oggi, domani e dopodomani» di Eduardo De Filippo, e «Casanova 70» di Mario Monicelli, entrambi con Marcello Mastroianni; «Una vergine per il principe» di Pasquale Festa Campanile, con Vittorio Gassman; «Signore e signori» di Pietro Germi; «La ragazza e il generale» di Festa Campanile, con Rod Steiger; «La venticinquesima ora» di Henri Verneuil, con Anthony Quinn; «Tenderly» di Franco Brusati; «Arabella» di Mauro Bolognini; «Il segreto di Santa Vittoria» di Stanley Kramer, con Anna Magnani; «L’albero di Natale» di Terence Young, con William Holden; «La statua» di Rod Amateau, con David Niven; «Barbablu’» di Luciano Sacripanti, con Richard Burton.Virna_Lisi_cropped

Successivamente la sua figura fu meno centrale per il cinema italiano. Tuttavia ebbe l’intelligenza di spaziare dal cinema d’autore, ricordiamo «Al di là del bene e del male» di Liliana Cavani del 1978, a quello nazional-popolare come «Sapore di mare» dei Vanzina del 1983. Paradossalmente infatti, dopo i 40 anni, il giudizio della critica su di lei mutò e da attrice «solo bella» si inizio a comprendere che era dotata anche di grande talento. A partire dalla metà degli anni ‘80 Virna Lisi infatti si rilancia grazie ad alcune significative prove offerte in sceneggiati televisivi («Se un giorno busserai alla mia porta»; «E non se ne vogliono andare»; «E se poi se ne vanno?»; «I ragazzi di via Panisperna»). Sotto la guida di Luigi Comencini è in «Buon Natale, Buon anno» (1989), con cui conquista il Nastro d’argento. Con l’interpretazione di Caterina De’ Medici nella «Regina Margot» (1994) di Patrice Che’reau vince il Nastro d’argento ed il premio come miglior attrice a Cannes. Seguono «Va’ dove ti porta il cuore» (1996), la mini serie TV «Deserto di fuoco» (1997), ed i film TV «Cristallo di rocca» (1999) e «Balzac» (1999). Tra i suoi ultimi lavori: «Le ali della vita» (2000, con Sabrina Ferilli), «Un dono semplice» (2000, con Murray Abraham), «Il più bel giorno della mia vita» (2002, con Margherita Buy e Luigi Lo Cascio). Continuerà a lavorare praticamente fino alla morte, l’ultima fiction, «Madre aiutami», è del 2014.

fonte: Corriere della Sera

Il giovane imprenditore Fabio Penzo della start-up 2045tech, fondata nel 2013, nata per migliorare la vita delle persone attraverso le nuove tecnologie, ha sempre voluto creare qualcosa di nuovo partendo dal nulla. Anche se astemio, ha inventato un etilometro portatile che attraverso un’app sul proprio smartphone, misura la concentrazione di alcol nel sangue.

Il suo nome è Floome, il suo design è minimale ed è dotato di un cappuccio removibile per essere lavato, rendendolo molto igienico. Se il livello di alcol nel sangue è troppo alto, Floome stima quanto tempo serve al corpo prima di poter tornare tranquillamente al volante. Se non si ha modo di aspettare di smaltire l’eccesso d’alcol, l’applicazione permette di chiamare il taxi più vicino.

Floome ha già raggiunto notevoli risultati come la vittoria del concorso Hack The Expo, organizzato dalla prestigiosa rivista Wired e altri premi a livello internazionale.

Penzo vive a Padova, dove studia ingegneria delle telecomunicazioni e ha fondato la sua start-up. La sua filosofia di vita si basa sul principio del kaizen, che in giapponese vuol dire “miglioramento continuo”, un termine coniato negli anni Ottanta per descrivere i successi dell’industria nipponica.

La sede della 2045tech è in Italia, ma la mentalità è decisamente globale, perché, come spiega Penzo: “Creare novità ad alto impatto sociale è fattibile, ma solo se non si ha fretta. E, dal mio punto di vista, l’innovazione è tale solo se si arriva in orario”.

Fonte: Wired 12/14

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Immagine presa da: http://www.underradiorock.com/blog/wp-content/uploads/2014/02/principe-harry-metallaro.jpg

Oggi il principe Harry ha confessato sul suo profilo Twitter di essere molto ansioso prima di parlare in pubblico. Ebbene è vero che l’apparenza inganna! Infatti lo si definirebbe una persona molto estroversa e scherzosa, eppure proprio oggi ha rivelato di essere davvero nervoso prima di dover fare un discorso o di doversi presentare in una stanza piena di persone indossando l’abito elegante. Ha poi ironicamente aggiunto di essere ancora più preoccupato adesso che ha svelato questo suo segreto, poiché si sentirà ancora più osservato.

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Maria Zacchia – Salve a tutti, la mia rubrica settimanale sulle ricettine fai-da-te/rimedi della nonna/miscuglio di generi alimentari e cosmetici, inizia con un balsamo labbra costituito da soli quattro prodotti facili da reperire in erboristeria, farmacia, supermarket o da internet. I 4 ingredienti di cui vi parlo sono:

CERA D’API, UN OLIO VEGETALE A SCELTA (oliva, cocco, riso, germe di grano, argan, jojoba, ricino, mandorle dolci…), BURRO DI KARITÈ, MIELE.

cera d'api

oli vegetali burro di karite miele

I passi da seguire per la realizzazione del balsamo labbra, da porre in una giarina o in un contenitore stick, ad esempio di vecchi balsami ;-), sono:

  • In un pentolino, a bagnomaria, sciogliete la fase grassa : 1 cucchiaino di burro di Karitè, 1 cucchiaino di olio vegetale e mezzo cucchiaino di cera d’api (tranquilli,le vostre mamme non si arrabbieranno…non è nulla di tossico);
  • Nel microonde (o, sempre a bagnomaria) riscaldate 1 cucchiaino di miele;
  • Unite la fase grassa al miele e versatela nel vostro contenitore;
  • Ponete il contenitore in freezer per mezz’ora e il vostro balsamo è pronto per l’utilizzo.

Pur non essendovi conservanti, questo balsamo si conserverà perfettamente per tutto l’inverno senza che nessun olio irrancidisca e che nessun altro ingrediente vada a male. Trust me!

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