Cultura

scuola secondaria di 1° grado

LA METODOLOGIA CLIL – EMILE

La metodologia CLIL, acronimo inglese di “Content and Language Integrated Learning”, che in francese diventa EMILE, “Enseignement d’une Matière Intégré à une Langue Etrangère”, è l’apprendimento integrato di contenuti disciplinari in lingua straniera, nell’ultimo decennio ha assunto un ruolo di primo piano nella discussione pedagogica in Europa.

Una ragione fondamentale dell’importanza di tale ruolo è data dal fatto che oggi la Commissione Europea sostiene convintamente la condizione per cui ogni cittadino europeo dovrebbe parlare altre due lingue oltre alla lingua madre.

Molti paesi dell’Unione Europea hanno quindi introdotto, nei loro sistemi scolastici l’insegnamento di alcune discipline in una o più lingue straniere in quanto questa forma di apprendimento, combinando aspetti linguistici e disciplinari, persegue un doppio obiettivo. Questo approccio pedagogico, infatti, permette all’alunno, da una parte, di acquisire conoscenze in contenuti specifici del programma di studio e d’altra parte, di sviluppare competenze linguistiche in una lingua diversa dalla propria.

La globalizzazione degli affari, del commercio e dell’industria e la crescente mobilità delle persone rendono imperativo, per tutti, la conoscenza delle lingue straniere, al fine di assicurare una preparazione adeguata al mondo del lavoro in tutta l’Unione.

IL NOSTRO PROGETTO CLIL-EMILE

Il progetto prevede la realizzazione di un blog, in cui gli alunni posteranno, in lingua francese, il materiale didattico da essi stessi elaborato durante il modulo. La disciplina non linguistica interessata riguarda le scienze. Il topic/sujet si concentrerà sul tema dell’alimentazione legata al benessere, temi molto attuali a livello nazionale e locale.

Non mancheranno, infatti, riferimenti all’EXPO 2015 di Milano e alla realtà del nostro territorio, tristemente noto con il nome di “terra dei fuochi”.

INNOVATIVIÀ E RIPRODUCIBILITÀ DEL PROGETTO

Il progetto è innovativo perché quasi completamente on-line e del tutto riproducibile, perché tutti potranno accedere al blog ed usufruire dei materiali digitali presenti in esso, dalle lezioni create col powerpoint e/o col word, alle foto di cartelloni prodotti, alle mappe concettuali per meglio ricordare i concetti, ed altro ancora.

CONTESTO E SCUOLE CHE COSTITUISCONO LA RETE

Le scuole che costituiscono la rete sono tutti degli Istituti Comprensivi che agiscono nel territorio della provincia di Caserta:

1. Istituto Comprensivo  di Macerata Campania;

2. Istituto Comprensivo “Mameli” di Curti;

3. Istituto Comprensivo “Beethoven” di Casaluce;

4. Istituto Comprensivo “Gaglione”di Capodrise;

5. Istituto Comprensivo “De Amicis” di Succivo;

6. Istituto Comprensivo “Gallozzi” di S. Maria Capua Vetere.

Come purtroppo tutti sappiamo, la provincia di Caserta è una realtà  devastata dal tema dell’ambiente strettamente connesso a problemi di salute dovuti all’inquinamento del suolo e non solo, elemento cardine per la crescita dei nostri frutti. Da qui la tematica dell’alimentazione e di una campagna di invito a nutrirsi in maniera sana seguendo un corretto regime alimentare.

Tutti gli Istituti promuovono attività progettuali concernenti le tradizioni locali, l’educazione all’alimentazione, lo sport, il potenziamento delle lingue straniere e la legalità.

I docenti coinvolti nel progetto sono  quelli di lingua francese e di scienze che dal mese di marzo inizieranno a proporre, in 2 classi terze della scuola secondaria di primo grado, le lezioni usando la metodologia CLIL.

Il blog sul quale saranno pubblicati i materiali elaborati dagli alunni, man mano che verranno prodotti è al seguente indirizzo:

http://clil-emilealimentation.blogspot.it/

 

Il 26 gennaio di 29 anni fa, per coloro che ricordano e per gli amanti dell’astronomia, passava in prossimità dell’orbita terrestre la cometa 1P/Halley, meglio nota come Cometa di Halley. Fu un evento straordinario poiché l’oggetto passò cosi’ vicino alla terra da creare nell’intera volta celeste una scia lunghissima.

La cometa prende il nome dello scienziato che predisse il suo ritorno al perielio, Edmond Halley. L’oggetto in questione,una cometa proveniente dalla fascia di Kuiper, affascinò studiosi e generazioni di appassionati che, meravigliati dall’avvenimento, ne studiarono ogni segmento.

Secondo ricerche storiografiche la Cometa di Halley passò vicino alla Terra nel giorno della nascita di Cristo; inoltre fu avvistata anche il 28 giugno del 451 d.C.,data coincidente con la sconfitta di Attila ai Campi Catalaunici. Fu rivista nell’anno 1066, anno della conquista dell’Inghilterra da parte di Guglielmo il Conquistatore; passò nell’anno dell’esilio di Dante Alighieri e fu persino scomunicata da Papa Callisto III nel 1456 poiché la forma della coda della cometa, somigliante a una scimitarra, sembrava far presagire nuove conquiste ottomane, dopo la caduta di Costantinopoli tre anni prima.

Insomma un oggetto misterioso e favoloso, avvolto da misteri e leggende, ma che ha  meravigliato l’uomo per secoli e che ci fa conoscere la maestosità, la bellezza e l’immensità dell’universo di cui siamo parte.

Creata appositamente in occasione di Expo 2015, la piattaforma mira a essere un riferimento per i visitatori, soprattutto stranieri a giudicare dal nome, del nostro paese. Il ministro dei beni culturali Franceschini ne ha annunciato orgogliosamente la nascita sabato mattina a Palazzo Chigi insieme al ministro delle politiche agricole Maurizio Martina e il commissario Expo Giuseppe Sala.

Mostre, concerti, eventi per bambini, fiere, itinerari turistici, sono alcune delle categorie del sito, che vuole sfruttare la vetrina dell’Expo per dare una significativa spinta al settore del turismo e della cultura. Sono oltre mille le attività elencate, con un motore di ricerca che permette di selezionare in base alla categoria, il periodo e il luogo.

Sorprendentemente per il momento è disponibile solo la versione italiana, e ci si aspetta quindi che una versione internazionale quantomeno in inglese arrivi presto, come anticipato nello stesso sito.

Per quanto di base l’iniziativa sia interessante e di sicuro necessaria, non mancano le critiche. Straripanti su Twitter quelle relative al nome. Già, pare che Very Bello secondo la comunità del social sia un nome brutto. Speriamo che a fine anno i numeri, per il sito e per il turismo, la pensino in maniera diversa.

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Plan de Corones – (Salvatore Giordano) – Sta prendendo forma, a Plan De Corones, in Alto Adige, il nuovo museo dell’arrampicata e dell’alpinismo voluto dall’alpinista altoatesino Reinhold Messner.

Il progetto e la realizzazione sono stati affidati all’architetto iracheno Zaha Hadid, che tra le tantissime opere realizzate in ogni angolo del globo, ha firmato anche il “MAXXI” di Roma.

Situato a 2275 metri d’altezza il museo avrà come tema l’alpinismo e sarà in gran parte scavato nella roccia. Dall’esterno saranno visibili solo gli ingressi che si interfacceranno con il panorama delle Alpi della Zillertal e con le Dolomiti.

Gran parte della struttura è realizzata in calcestruzzo, il quale secondo l’architetto è il materiale che meglio si relaziona con la roccia riproducendo, così, l’immagine della montagna stessa.

Molti ritardi sono stati causati dalla posizione del cantiere, in quanto è molto complicato il trasporto dei materiali. Al cantiere si accede per mezzo di una strada forestale lunga 15 Km ed attraverso una strada sterrata che sale dal versante sud. Queste vie d’accesso però richiedono costanti opere di manutenzione e consolidamento che hanno portato a rallentamenti per il cantiere.

L’apertura dovrebbe essere prevista per quest’estate.

Il museo di Plan de Corones, è solo l’ultimo di una serie di musei: la sede centrale è a Castel Firmiano, nei pressi di Bolzano, mentre gli altri si trovano in diverse località: in Val Venosta, dedicato al mito e alla sacralità della montagna; a Solda, frazione di Stelvio, dedicato al mondo dei ghiacci; presso il Forte Monte Rite a Cibiana di Cadore, dedicato alla roccia e all’alpinismo dolimitico; infine nel Castello di Brunico in Val Pusteria.

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Sezione longitudinale – http://www.impresedilinews.it/files/2014/11/MMM-Corones-render-struttura-museo.jpg
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Vista del museo – http://www.evolo.us/wp-content/uploads/2014/02/Kronplatz-MMM-Corones-Zaha-Hadid-Architects-05.jpg
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Una ulteriore vista dell’esterno – http://arte.sky.it/wp-content/uploads/2013/07/zaha-hadid-messner-mountain-museum-plan-de-corona-designboom00-620×388.jpg

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Milano – (Salvatore Giordano) – L’edifico, insieme alla torre B e alla torre C, fa parte del complesso progettato dall’architetto Cesar Pelli nell’ambito del progetto Porta Nuova di Milano.

La Torre Unicredit è visibile fino a sei Km di distanza e la sua struttura tocca i 231 metri di altezza, grazie a 78 metri di guglia, mentre le torri B e C misurano rispettivamente 100 metri (21 piani) e 50 metri (11 piani).

I tre edifici circondano una piazza circolare di 100 metri di diametro e rialzata di 6 metri rispetto al livello stradale. L’ 8 dicembre 2012 la piazza è stata intitolata all’architetto e designer italiana Gae Aulenti.

Attorno alla piazza una struttura in acciaio e vetro collega i podi delle tre torri. La piazza ospita diversi negozi mentre il podio comprende un parcheggio ed un collegamento diretto alla stazione Garibaldi.

Torre Unicredit -http://www.clubmilano.net/wp-content/uploads/2014/01/Milano-Piazza.jpg
Torre Unicredit – http://www.clubmilano.net/wp-content/uploads/2014/01/Milano-Piazza.jpg
Le tre torri - http://www.photofvg.it/images/roberto_roseano/large/FVG011514.jpg
Le tre torri – http://www.photofvg.it/images/roberto_roseano/large/FVG011514.jpg
La guglia - http://notizie.comuni-italiani.it/wp-content/uploads/2013/03/Unicredit-Tower-08.jpg
La guglia – http://notizie.comuni-italiani.it/wp-content/uploads/2013/03/Unicredit-Tower-08.jpg
Vista della piazza Gae Aulenti - http://ad009cdnb.archdaily.net/wp-content/uploads/2013/05/51a66daab3fc4b10be000289_piazza-gae-aulenti-aecom_01_piazza_gae_aulenti-1000x650.jpg
Vista della piazza Gae Aulenti – http://ad009cdnb.archdaily.net/wp-content/uploads/2013/05/51a66daab3fc4b10be000289_piazza-gae-aulenti-aecom_01_piazza_gae_aulenti-1000×650.jpg

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ROMA – Telecom Italia ha appena lanciato un contest aperto a tutti gli studenti delle scuole superiori. I ragazzi dovranno cimentarsi nella realizzazione di una video-lezione in cui insegnano ai propri professori come utilizzare uno o più social network tra Facebook, Twitter, Instagram e Youtube. Unico limite alla fantasia è la durata massima, che non potrà superare i 5 minuti.

La giuria che valuterà le video-lezioni sarà composta da:

  • Nicola Conversa, dei Nirkiop, star del web
  • Un giornalista di Wired e Panorama (Raffaele Panizza)
  • Un rappresentante di Telecom Italia
  • Un rappresentante del Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca

La classe che risulterà autrice del video primo classificato verrà premiata con un tablet per ogni studente, uno per il professore e l’accesso alla Piattaforma Scuolabook Network per tutta la propria scuola.

Il contest è aperto dallo scorso 15 dicembre e si potranno caricare online i video fino alle 15:00 del 15 aprile 2015.

Per ulteriori informazioni: www.telecomitalia.it

 

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Sin dagli albori il nostro bel pianeta blu, la Terra, ha subito continue e disastrose catastrofi che in modo permanente ne hanno segnato e caratterizzato la morfologia e la costituzione generale. Sappiamo tutti che in diverse ere siamo stati letteralmente bombardati da oggetti orbitanti nel nostro sistema solare; meteore e meteoriti facenti parte della “fascia degli asteroidi” compresa tra l’orbita di Marte e di Giove.

Molto al di là del nostro sistema solare si stende una regione remota chiamata Fascia di Kuiper, comprendente la Nube di Oort, una ipotetica nube sferica composta da milioni di comete. La presenza di tale nube fu teorizzata dall’astronomo olandese Jan Oort nel 1950 per dare una risposta alle periodiche apparizioni delle comete nel nostro sistema solare. Molte di queste passando al perielio si distruggono per la forte radiazione della nostra stella madre, il Sole, pertanto secondo Oort doveva esserci un serbatoio di tali corpi celesti molto oltre l’orbita di Plutone.Y_0

Secondo una teoria recente, il nostro sistema solare sarebbe un sistema doppio, cioè un sistema composto da due stelle che si orbitano a vicenda. Questa teoria viene presa in considerazione dalla comunità scientifica poiché l’80% dei sistemi scoperti sono sistemi doppi o addirittura multipli. E allora sorge spontanea la domanda: perché non riusciamo a vedere la la gemella del nostro Sole? La risposta data è che la compagna del sole non è altro che una nana BRUNA; una stella con una temperatura superficiale molto bassa e una massa minore rispetto al Sole,pertanto,impossibile da rilevare con gli attuali telescopi orbitanti.

Chiamata Nemesis, questa stella della morte, ancora non localizzata, ogni diversi milioni di anni compierebbe un’orbita che la avvicinerebbe alla nube di Oort; tale interazione provocherebbe un vero e proprio spostamento di comete che, sbalzate dalla loro posizione,si avvicinerebbero al nostro sistema colpendo eventuali pianeti in traiettoria. La teoria avrebbe credito poichè,molte delle estinzioni di massa avvenute sul nostro pianeta, si sono intervallate quasi alla stessa distanza di anni (circa 27 milioni di anni).800px-Nemesis

Siamo minacciati davvero da una compagna del Sole? Solo le future missioni spaziali ci daranno conferma di ciò.

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Maria Zacchia – Per tutti gli appassionati di arte e non solo…il 7 dicembre il ministero dei Beni e delle attività culturali e del  turismo rinnova l’iniziativa: DomenicalMuseo, dove tutti i più bei musei statali della nostra Italia saranno visitabili gratuitamente. Così come previsto dalla rivoluzione del piano tariffario e degli orari d’apertura dei musei introdotta dal ministro Franceschini, ogni prima domenica del mese, oltre 430 tra musei, siti archeologici e monumenti, in tutta Italia, saranno accessibili senza dover pagare il biglietto.

In Campania sono moltissimi i musei che aderiranno all’iniziativa:  Anfiteatro Campano, Mitreo, Museo archeologico dei campi flegrei, Museo archeologico nazionale di Napoli, Museo dell’opera e del territorio-Reggia di Caserta, quindi cari amici il Domenicalmuseo è un occasione per poter visitare gratuitamente alcune tra le meraviglie che rappresentano al meglio il nostro territorio.

Per l’elenco completo di tutte le strutture che hanno aderito all’iniziativa si può consultare il sito www.beniculturali.it.

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Milano (Salvatore Giordano) – E’ denominato “Bosco verticale” il progetto realizzato da Boeri Studio, nell’ambito della riqualificazione del quartiere Porta Nuova Isola di Milano, raggiungibile a piedi dalla zona Brera, da Piazza della Scala e dal Castello Sforzesco.

Il progetto ha previsto la realizzazione di due torri, rispettivamente di altezza pari a 110 e 76 metri, che ospitano 900 alberi di varie altezze (3,6 e 9 metri), oltre a moltissime specie di cespugli e piante floreali. Questi edifici nascono dall’esigenza di poter vivere in città senza rinunciare ai piaceri della natura. Tutte le specie piantate, infatti, assorbono CO2, producono ossigeno e proteggono l’edificio dalla radiazione solare e dall’inquinamento acustico. Inoltre, sono dotati di sistemi fotovoltaici e geotermici che ne riducono i consumi energetici.

La presenza di una tale moltitudine di specie arboree, in due edifici, farà sì che Milano sia la prima città ad avere non uno, ma due edifici cangianti col variare delle stagioni.

Il 19 novembre 2014, il Bosco Verticale, è risultato vincitore dell’International Highrise Award, premio che viene assegnato ogni due anni al grattacielo più bello del mondo.

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Fonte immagini: www.stefanoboeriarchitetti.net – www.Repubblica.it

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