Cinema

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Il 22 febbraio a Los Angeles si svolgono gli ottantasettesimi Academy Awards, che assegnano 24 premi Oscar per il 2015. In Italia l’evento speciale sarà trasmesso in esclusiva da Sky Cinema: la cerimonia avrà inizio alle 02:30 della notte di lunedì in Italia, quando nella costa ovest americana saranno le 17:30 del giorno precedente.

Esperti e appassionati hanno notato un livello particolarmente alto dei film in concorso quest’anno, e al tempo stesso l’assenza di un colossal capace di vincere in tutte le categorie: questo ha reso il percorso alle nomination e agli Oscar più avvincente degli anni scorsi. Di seguito sono elencati alcuni dei principali film in concorso per le statuette più prestigiose, a partire da quella per il miglior film. Le descrizioni sono accompagnate dal rispettivo punteggio dato dagli utenti di imdb.com. A fondo articolo, un personale toto-oscar sul possibile risultato degli Awards.

american

AMERICAN SNIPER (6 nomination – IMDb: 7,5)

Bradley Cooper (candidato miglior attore) interpreta il cecchino americano Chris Kyle, figura leggendaria dei Navy Seals. Dirige Clint Eastwood, in un viaggio andata e ritorno tra USA e Iraq che sembra non avere fine.

birdman

BIRDMAN (9 nomination – IMDb: 8,1)

Una meta-storia sull’entertainment: Michael Keaton è un attore di Broadway tormentato dal suo passato e dai suoi progetti, che si scontra contro un mondo troppo reale per lui. Nel cast anche Edward Norton e Emma Stone, entrambi candidati attori non protagonisti.

boyhood

BOYHOOD (6 nomination – IMDb: 8,2)

Un film che dura 12 anni: la crescita reale di un bambino, la sua adolescenza, il suo percorso formativo fino al college. Tutto rappresentato dagli stessi attori, dagli stessi volti anno dopo anno, ruga dopo ruga. Un ambizioso progetto del regista Richard Linklater, candidato miglior regista.

grand

GRAND BUDAPEST HOTEL (9 nomination – IMDB: 8,1)

Il regista Wes Anderson è prepotentemente in gara per la statuetta: il film, con una fotografia unica tra le pellicole in concorso, è il romanzo degli eventi di un concierge e del suo fattorino nella fittizia Repubblica di Zubrowka.

imitation

THE IMITATION GAME (8 nomination – IMDb: 8,2)

La storia di Alan Turing e del suo tentativo di decifrare i codici nazisti durante la Seconda guerra mondiale. Benedict Cumberbatch è candidato miglior attore, Keira Knightley è in lizza per miglior attrice non protagonista.

selma

SELMA (2 nomination – IMDB: 7,7)

Che David Oyelowo non sia tra i candidati miglior attore per la sua interpretazione di Martin Luther King è un vero peccato. Selma è in ogni caso tra le pellicole in lizza per il miglior film, e racconta la storia della marcia per il diritto di voto agli afroamericani nel 1965, in Alabama.

theory

THE THEORY OF EVERYTHING (5 nomination – IMDB: 7,8)

Stephen Hawking, le sue scoperte e la sua drammatica vita sono interpretati da Eddie Redmayne, accompagnato da Felicity Jones.

whiplash

WHIPLASH (5 nomination – IMDb: 8,6)

Un thriller musicale, un romanzo di formazione accademica con sfumature di violenza e di psicologia perversa. E’ il ritmo del film a comandare e lo spettatore è costretto a seguirlo e subirlo: si resta a bocca aperta in più punti.

gone

GONE GIRL (2 nomination – IMDb: 8,2)

E’ l’unico film in lista a non essere candidato per il miglior film, ma merita una menzione speciale per l’interpretazione di Rosamund Pike, candidata miglior attrice. Un thriller sull’istituzione del matrimonio e sul rapporto tra mondo pubblico e mondo privato.

 

Il toto-Oscar:

Miglior film: Boyhood

Miglior regista: Richard Linklater (Boyhood)

Miglior attore: Michael Keaton (Birdman)

Miglior attrice: Rosamund Pike (Gone Girl)

Miglior attore non protagonista: J. K. Simmons (Whiplash)

Miglior attrice non protagonista: Emma Stone (Birdman)

Miglior sceneggiatura: Birdman

Miglior sceneggiatura non originale: The Theory of Everything

 

Immagini: fotogrammi dei film

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PYONGYANG – Sarebbe dovuto arrivare a breve nelle sale americane il film satirico The Interview, la cui trama ironizzava sul leader e dittatore nord coreano Kim Jong-Un. Il lancio però è stato bloccato e la prima a New York cancellata dopo l’attacco hacker ai database della casa cinematografica produttrice Sony Pictures Entertainment. L’azione è stata rivendicata dal gruppo “Guardiani della pace” (secondo il sito Bloomberg forse collegati ai nordcoreani “DarkSeoul”), che ha minacciato anche attacchi terroristici contro chiunque andasse a vederlo.

I vertici del paese comunista asiatico hanno dichiarato pubblicamente di non avere legami con l’azione, ma intanto le relazioni diplomatiche con gli USA fanno segnare un nuovo minimo, con il presidente Obama che nel discorso di fine anno sottolinea la vicenda dicendo che “nessun dittatore imporrà la censura agli Stati Uniti”.

Il cyber attacco ha provocato danni ingenti alla Sony Picture, stimati intorno al mezzo miliardo di dollari. Sono finiti in rete i dati personali e le email di migliaia di dipendenti, oltre a film non ancora usciti nelle sale e la sceneggiatura del nuovo James Bond con Daniel Craig e Monica Bellucci.

FONTE IMMAGINE: repubblica.it

Stroncata da un male incurabile. Cosi’ il cinema nostrano perde uno dei suoi più indiscussi talenti.

L’8 novembre scorso aveva festeggiato i suoi 78 anni, amari,senza l’uomo della sua vita, scomparso  nel 2013. L’attrice originaria di Ancora, icona di bellezza e di stile, nel corso della sua sfolgorante carriera, ha ricevuto numerosi premi tra cui due David. un nastro d’argento oltre ad esser stata Premiata alla Mostra del Cinema di Cannes.

La carriera

Virna Pieralisi (questo il suo vero nome) aveva mosso i primi passi nel cinema all’età di 14 anni, all’inizio degli anni ‘50, nelle cosiddette pellicole «strappalacrime». Era una ragazza di tale bellezza che lei stessa successivamente ricorderà: «Se sei bello la vita è più facile. Da piccola a scuola ero un disastro, ma la maestra diceva a mia madre: “Che le importa signora, sua figlia è talmente bella». A metà degli anni ‘50 i primi ruoli in film di un certo rilievo come «Lo scapolo» di Antonio Pietrangeli con Alberto Sordi. La grande popolarità arriva però paradossalmente con la tv, grazie ad un storico sceneggiato televisivo Rai «Ottocento» con Sergio Fantoni e lea Padovani. Il 25 aprile del 1960 sposa l’allora presidente della Roma, l’architetto e costruttore Franco Pesci, che sarà il grande amore della sua vita, da cui ebbe il figlio Corrado, nato nel 1962.Virna_Lisi_giovane

La vita familiare non ferma la sua carriera che prosegue in tv prima e al cinema poi, senza dimenticare il teatro. Un grande del palcoscenico come Giorgio Strehler (e già negli anni ‘60 Strehler era considerato un’autorità del settore) la chiama per la parte di protagonista nei «Giacobini» di Federico Zardi, per il quale ottiene al Piccolo di Milano un lusinghiero successo. A teatro lavora anche con Michelangelo Antonioni e Luigi Squarzina. Ma il cinema resterà sempre al centro del suo progetto artistico. Forse la sua pellicola migliore resta «Signore & Signori» del 1966 di Pietro Germi che vinse la Palma d’Oro a Cannes. In quello stesso periodo firma un contratto con la Paramount e si trasferisce a Hollywood. Qui recita accanto ad attori del calibro di Lemmon e Tony Curtis, ma successivamente dirà di non avere un buon ricordo di quel periodo, in quanto spesso veniva confinata nel ruolo della bella bionda. Certo, la sua carriera avrebbe potuto essere coronata da un successo planetario se non avesse rifiutato due ruoli che le avrebbero dato ulteriore notorietà, come la parte della bond-girl in «Dalla Russia con amore» del 1963 e quello di protagonista in «Barbarella», ruolo poi andato a Jane Fonda.
Dal 1964 al 1970 la carriera della Lisi è frenetica: è nel cast di «Le bambole» di Dino Risi, con Nino Manfredi; «La donna del lago» di Luigi Bazzoni; «Oggi, domani e dopodomani» di Eduardo De Filippo, e «Casanova 70» di Mario Monicelli, entrambi con Marcello Mastroianni; «Una vergine per il principe» di Pasquale Festa Campanile, con Vittorio Gassman; «Signore e signori» di Pietro Germi; «La ragazza e il generale» di Festa Campanile, con Rod Steiger; «La venticinquesima ora» di Henri Verneuil, con Anthony Quinn; «Tenderly» di Franco Brusati; «Arabella» di Mauro Bolognini; «Il segreto di Santa Vittoria» di Stanley Kramer, con Anna Magnani; «L’albero di Natale» di Terence Young, con William Holden; «La statua» di Rod Amateau, con David Niven; «Barbablu’» di Luciano Sacripanti, con Richard Burton.Virna_Lisi_cropped

Successivamente la sua figura fu meno centrale per il cinema italiano. Tuttavia ebbe l’intelligenza di spaziare dal cinema d’autore, ricordiamo «Al di là del bene e del male» di Liliana Cavani del 1978, a quello nazional-popolare come «Sapore di mare» dei Vanzina del 1983. Paradossalmente infatti, dopo i 40 anni, il giudizio della critica su di lei mutò e da attrice «solo bella» si inizio a comprendere che era dotata anche di grande talento. A partire dalla metà degli anni ‘80 Virna Lisi infatti si rilancia grazie ad alcune significative prove offerte in sceneggiati televisivi («Se un giorno busserai alla mia porta»; «E non se ne vogliono andare»; «E se poi se ne vanno?»; «I ragazzi di via Panisperna»). Sotto la guida di Luigi Comencini è in «Buon Natale, Buon anno» (1989), con cui conquista il Nastro d’argento. Con l’interpretazione di Caterina De’ Medici nella «Regina Margot» (1994) di Patrice Che’reau vince il Nastro d’argento ed il premio come miglior attrice a Cannes. Seguono «Va’ dove ti porta il cuore» (1996), la mini serie TV «Deserto di fuoco» (1997), ed i film TV «Cristallo di rocca» (1999) e «Balzac» (1999). Tra i suoi ultimi lavori: «Le ali della vita» (2000, con Sabrina Ferilli), «Un dono semplice» (2000, con Murray Abraham), «Il più bel giorno della mia vita» (2002, con Margherita Buy e Luigi Lo Cascio). Continuerà a lavorare praticamente fino alla morte, l’ultima fiction, «Madre aiutami», è del 2014.

fonte: Corriere della Sera

PARIGI (Maddalena Papale) – Dopo una lunga assenza dagli schermi in versione animata Asterix e il suo esuberante villaggio di Galli tornano tra noi!
Cesare non riesce proprio a convincersi che il piccolo villaggio di Armorique possa ancora resistergli. Decide così di cambiare tattica. Visto che il suo esercito non è riuscito ad imporsi con la forza, pensa di far costruire un lussuoso complesso immobiliare romano intorno al villaggio ribelle, allo scopo di sedurne i barbari abitanti. Dopo una tormentata fase iniziale di costruzione, il “Regno degli Dei” riceve un’accoglienza sorprendente da gran parte dei Galli…
Sarà veramente arrivata la fine di questo ultimo baluardo del gallicismo e della tradizione?
In programmazione nelle sale francesi dal 26 novembre in pochissimi giorni è già campione di incassi. Nel nostro paese arriverà il 15 gennaio 2015 e noi ne non vediamo l’ora!

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