Daily Archives: 17 dicembre 2014

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La discesa vertiginosa del rublo tiene in apprensione il Cremlino e i mercati finanziari di tutto il mondo. In poco meno di sei mesi la moneta russa ha perso quasi il 60% del proprio valore: a giugno occorrevano 35 rubli per acquistare un dollaro, ieri è stata raggiunta quota 80.

Già nel 1998 la Russia si trovò in una situazione analoga, che si tradusse in un default sovrano, ovvero nella decisione del governo di non onorare il pagamento dei propri debiti. A differenza di allora, tuttavia, Mosca potrebbe riuscire a scongiurare lo scenario peggiore, vendendo le riserve in valuta pregiata e auree accumulate in questi anni e riequilibrando i tassi di cambio. Si tratterebbe di una misura dolorosa e secondo alcuni non sufficiente; fatto sta che in queste ore, in concomitanza con una riunione di emergenza tenutasi nella residenza del premier Medvedev, il rublo è leggermente risalito, nonostante molti cittadini russi, in preda al panico, abbiano provveduto a cambiare i loro risparmi in euro o dollari.

La crisi valutaria che ha investito la Russia si inserisce come ulteriore elemento di complessità nei rapporti tra la potenza eurasiatica e le democrazie occidentali, che hanno approvato sanzioni economiche contro il Cremlino in risposta al sostegno di quest’ultimo alle regioni separatiste dell’Ucraina orientale. Di certo, nella sua sfida neo-imperiale, Vladimir Putin non aveva previsto il crollo del prezzo del petrolio e le sue immediate ripercussioni sul fragile sistema economico russo.

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Sin dagli albori il nostro bel pianeta blu, la Terra, ha subito continue e disastrose catastrofi che in modo permanente ne hanno segnato e caratterizzato la morfologia e la costituzione generale. Sappiamo tutti che in diverse ere siamo stati letteralmente bombardati da oggetti orbitanti nel nostro sistema solare; meteore e meteoriti facenti parte della “fascia degli asteroidi” compresa tra l’orbita di Marte e di Giove.

Molto al di là del nostro sistema solare si stende una regione remota chiamata Fascia di Kuiper, comprendente la Nube di Oort, una ipotetica nube sferica composta da milioni di comete. La presenza di tale nube fu teorizzata dall’astronomo olandese Jan Oort nel 1950 per dare una risposta alle periodiche apparizioni delle comete nel nostro sistema solare. Molte di queste passando al perielio si distruggono per la forte radiazione della nostra stella madre, il Sole, pertanto secondo Oort doveva esserci un serbatoio di tali corpi celesti molto oltre l’orbita di Plutone.Y_0

Secondo una teoria recente, il nostro sistema solare sarebbe un sistema doppio, cioè un sistema composto da due stelle che si orbitano a vicenda. Questa teoria viene presa in considerazione dalla comunità scientifica poiché l’80% dei sistemi scoperti sono sistemi doppi o addirittura multipli. E allora sorge spontanea la domanda: perché non riusciamo a vedere la la gemella del nostro Sole? La risposta data è che la compagna del sole non è altro che una nana BRUNA; una stella con una temperatura superficiale molto bassa e una massa minore rispetto al Sole,pertanto,impossibile da rilevare con gli attuali telescopi orbitanti.

Chiamata Nemesis, questa stella della morte, ancora non localizzata, ogni diversi milioni di anni compierebbe un’orbita che la avvicinerebbe alla nube di Oort; tale interazione provocherebbe un vero e proprio spostamento di comete che, sbalzate dalla loro posizione,si avvicinerebbero al nostro sistema colpendo eventuali pianeti in traiettoria. La teoria avrebbe credito poichè,molte delle estinzioni di massa avvenute sul nostro pianeta, si sono intervallate quasi alla stessa distanza di anni (circa 27 milioni di anni).800px-Nemesis

Siamo minacciati davvero da una compagna del Sole? Solo le future missioni spaziali ci daranno conferma di ciò.

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