ROMA (Davide Di Stanio) – Tocca un nuovo record il tasso di disoccupazione in Italia, che sfonda la soglia psicologica del 13%. Si tratta del dato più alto mai registrato (le prime rilevazioni risalgono al 1977), in larga parte determinato, da un lato, dalla percentuale dei giovani tra i 15 e i 24 anni in cerca di occupazione (al 43,3%, in aumento di quasi due punti rispetto all’anno scorso), dall’altro, dal sensibile aumento del numero dei senza lavoro nel Mezzogiorno, a fronte di una crescita contenuta nel resto del Paese. Il premier Renzi, che si appresta a ricevere il via libera definitivo alla riforma del lavoro (il cosiddetto Jobs Act), si è detto preoccupato, ma ha invitato a guardare il bicchiere mezzo pieno, rivendicando come dall’insediamento del suo governo il numero di occupati sia cresciuto. Va inoltre precisato che il dato sulla disoccupazione risulta influenzato dalla diminuzione degli inattivi, ovvero delle persone non occupate e non in cerca di impiego: un segnale da considerarsi positivo in quanto riflette un moderato ottimismo da parte di chi è rimasto finora fuori dal mercato del lavoro.

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