Daily Archives: 29 novembre 2014

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ROMA (Davide Di Stanio) – Tocca un nuovo record il tasso di disoccupazione in Italia, che sfonda la soglia psicologica del 13%. Si tratta del dato più alto mai registrato (le prime rilevazioni risalgono al 1977), in larga parte determinato, da un lato, dalla percentuale dei giovani tra i 15 e i 24 anni in cerca di occupazione (al 43,3%, in aumento di quasi due punti rispetto all’anno scorso), dall’altro, dal sensibile aumento del numero dei senza lavoro nel Mezzogiorno, a fronte di una crescita contenuta nel resto del Paese. Il premier Renzi, che si appresta a ricevere il via libera definitivo alla riforma del lavoro (il cosiddetto Jobs Act), si è detto preoccupato, ma ha invitato a guardare il bicchiere mezzo pieno, rivendicando come dall’insediamento del suo governo il numero di occupati sia cresciuto. Va inoltre precisato che il dato sulla disoccupazione risulta influenzato dalla diminuzione degli inattivi, ovvero delle persone non occupate e non in cerca di impiego: un segnale da considerarsi positivo in quanto riflette un moderato ottimismo da parte di chi è rimasto finora fuori dal mercato del lavoro.

PARIGI (Maddalena Papale) – Dopo una lunga assenza dagli schermi in versione animata Asterix e il suo esuberante villaggio di Galli tornano tra noi!
Cesare non riesce proprio a convincersi che il piccolo villaggio di Armorique possa ancora resistergli. Decide così di cambiare tattica. Visto che il suo esercito non è riuscito ad imporsi con la forza, pensa di far costruire un lussuoso complesso immobiliare romano intorno al villaggio ribelle, allo scopo di sedurne i barbari abitanti. Dopo una tormentata fase iniziale di costruzione, il “Regno degli Dei” riceve un’accoglienza sorprendente da gran parte dei Galli…
Sarà veramente arrivata la fine di questo ultimo baluardo del gallicismo e della tradizione?
In programmazione nelle sale francesi dal 26 novembre in pochissimi giorni è già campione di incassi. Nel nostro paese arriverà il 15 gennaio 2015 e noi ne non vediamo l’ora!

MILANO (Francesco Bongiorno) – Le notizie di epidemie, morti per terapie sbagliate, tragici errori in sala operatoria, sono tra le preferite dei media e del pubblico italiani. Negli ultimi giorni si sono registrate 11 morti tra persone che avevano assunto nelle 48 ore precedenti al decesso un vaccino contro l’influenza di stagione. Il prodotto si chiama Fluad ed è distribuito da una delle più grandi aziende farmaceutiche del pianeta, Novartis. L’agenzia italiana del farmaco  (AIFA) ha in via precauzionale deciso di bloccare l’utilizzo dei due lotti di vaccini sospetti che sono stati distribuiti solo presso le Asl (Aziende sanitarie locali, enti pubblici facenti parte del servizio sanitario nazionale), e non alle farmacie per il commercio al dettaglio.

Purtroppo si sa poco dei singoli casi. Pare che le morti si siano verificate tutte su pazienti anziani e con patologie pregresse, una per evento cardiovascolare avverso e altre due per infiammazione del sistema nervoso centrale. Undici casi sono in ogni caso molto pochi per permettere a chi si occuperà di fare le verifiche, l’Istituto Superiore di Sanità, di stabilire un’eventuale correlazione tra le morti e la somministrazione del vaccino. Sono abbastanza, però, per sollevare un caso nazionale e fermare la somministrazione dei vaccini antinfluenzali, che ogni anno prevengono l’insorgere dell’influenza in pazienti, come gli anziani o persone con ridotte difese immunitarie, per cui questa semplice malattia può risultare letale.

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MILANO (Francesco Bongiorno) – Il dato emerge dall’analisi di 89 immagini scattate dai satelliti Landsat. L’indagine, condotta dall’Instituto Nacional de Pesquisas Espaciais (INPE), l’istituto nazionale brasiliano per la ricerca spaziale, rivela un calo significativo del suolo deforestato in Amazzonia nel 2014 rispetto all’anno precedente. Il dato è sicuramente un successo ed è il risultato delle recenti politiche governative, di iniziative private, delle pressioni dei gruppi ambientalisti e anche dell’affinamento delle tecniche di controllo e monitoraggio.

Ciò non toglie che la deforestazione nella foresta amazzonica rimanga un grave problema. Pur considerato il grosso calo rispetto allo scorso anno, tra l’agosto 2013 e il luglio 2014 sono stati abbattuti alberi per un totale di circa 5000 chilometri quadrati, un’area grande quasi il doppio del Lussemburgo e di poco inferiore all’intera provincia di Roma.

Note: La foresta amazzonica contiene da sola la più grande quantità di foresta pluviale al mondo. Pratiche di deforestazione così intensive non solo stravolgono gli equilibri dell’ecosistema locale, mettendo a rischio la sopravvivenza di molte specie animali e popolazioni del posto, ma hanno un impatto notevole anche sulle emissioni di biossido di carbonio (anche CO2 o più comunemente anidride carbonica) del pianeta. Le foreste sono infatti un ottimo mezzo per contrastare l’aumento delle emissioni di biossido di carbonio (CO2), agevolando il raggiungimento degli obiettivi di riduzione delle emissioni. Se non si dovessero frenare le emissioni di CO2 a livello globale, è stimato che già intorno al 2030 la temperatura media del pianeta subirà un incremento di due gradi centigradi, e il livello delle acque si innalzerà di circa un metro. Le conseguenze potrebbero in un futuro non troppo lontano diventare ancora più preoccupanti. Non si pensi quindi che le sorti delle foreste in Amazzonia o in Indonesia, altro grande paese ricco di risorse ambientali, non siano affare di noi Europei, considerando oltretutto che, insieme a Cina in primis e quindi USA, siamo i principali emettitori di CO2.

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